Social network e star system, un rapporto possibile?

Social network e star system, un rapporto possibile?

Rieccoci qui con l’ultima #socialintervista dell’estate. Quella che vede i due killer di Twitstar Stefano Chiarazzo (@pubblicodelirio) e Giovanni Scrofani (@jovanz74) confrontarsi sul loro argomento preferito: Social network e star system, un rapporto possibile? 

Ho voluto chiudere la stagione estiva con un omaggio ai lettori e follower di Futurap: questa volta ho scelto solo ed esclusivamente le vostre domande, 4 tra quelle arrivate via Twitter, Facebook, email e tra i commenti del blog. Il mio piccolo segno di affetto, ringraziamento e stima per tutti voi che apprezzate questa rubrica, leggete e partecipate giornalmente alla costruzione di questo blog. Futurap è anche un po’ roba vostra.

 

Giovanni Scrofani                                                                    Stefano Chiarazzo

Riccardo Scarascia: Avete appena letto questo tweet: “#Jovanz74Capra e #QuereloPubblicoDelirio perché vivono sulle disgrazie altrui. Senza TwitStar non sareste nessuno. Andate a lavorare.”
Visto che avete 280 caratteri, doppia risposta: una a modo vostro e una “alla Magnini”… 😛 #ironia

G:Risposta alla Jovanz74: Mi piacerebbe enormemente vivere sulle disgrazie altrui, purtroppo è solo un hobby. Mi tocca pure lavorare!
Risposta alla Magnini: Ti denuncio, scrivo quarantacinque tweet contro te e la mala gente come te e poi per ripicca mi scancello da Twitter! Ecco!

S: Ma io STO lavorando! Le TwitStar offrono buoni spunti per individuare le giuste pratiche sui social. Non ci fossero studierei qualcun’altro!
Seite brutte presone, cative e invidoise, uffi! E v puzzano pure i piedi. Immagino ora le risp: “puzzano pure a te”. Scontati. E imbecilli!

Maria Piera d’Alessandro: Senza i troll non ci sarebbe una cultura della rete viva e vivace. Ragion per cui il trolling fatto bene si può definire senz’altro una forma d’arte che fa progredire la rete. O no?

G: Il troll, se sano, è una sorta di ilare giullare digitale (definizione che adoro del grande Francesco Lanza) che esercitando un legittimo diritto di satira “dal basso” rompe gli schemi imposti dall’industria dell’intrattenimento e dalla politica, per far sorridere e riflettere.

S: Senza troll la rete sarebbe una noia micidiale. La stocazzata ad Antonella Clerici fa ridere. La minaccia di morte a Rudy Zerbi é da condannare. La provocazione che scuote la rete su un tema professionale o sociale é una forma d’arte, perché accende una dura ma sana discussione.

@weplus_team: Reagire di fronte ad un “attacco” sul web (vd magnini ecc): scappare dai social o rispondere alle critiche?

G: Chiunque sia online stabilmente, sa che prima o poi sarà oggetto di un attacco. Se la critica è intelligente e argomentata è corretto rispondere, se ci si trova di fronte allo sfogatoio meglio star zitti e aspettare che passi la bufera. Scappando dai social si chiude un canale.

S: Scappare, frignare e minacciare querele ha un impatto devastante sull’immagine. Penso si debba rispondere alle sole critiche costruttive per conservare il rispetto della community e lasciar perdere chi insulta o vuole solo la polemica. E se possibile, tenere a freno i vaffantwit!

Silvia Buttini: ci sono degli ottimi esempi di uso di social network da parte delle celebrity? Quali e perché?

G: In politica Barack Obama, nello show biz Justin Bieber. Entrambi presidiano ogni piattaforma social possibile, cambiando linguaggio a seconda dello strumento, creando attorno a sé ecostistemi veri e propri, piuttosto che comunità online. Inoltre non fanno MAI scivoloni.

S: Trio Medusa, perché vede i fan come co-autori delle trasmissioni. Chiacchiera con i follower ma senza l’ossessione di rispondere a tutti.
Jovanotti, soprattutto su Twitter, per il bilanciamento tra uso personale e supporto dello staff. Dialoga poco, ma si rivolge spesso ai fan.

Stefano per Giovanni: Paola Ferrari, Red Ronnie o Filippo Magnini ti implorano in ginocchio di offrire i tuoi servigi, per renderli simpatici e coccolati dalla community di Twitter. Accetti? E se si, che diamine ti inventi?

G: Accetto. Creo ad ognuno un Leviatano Digitale alla Chavez: orde di BOT adoranti e retwittanti. Presenza pervasiva e integrata su ogni media. Commenti negativi annegati in automatico da commenti positivi. Hacker che crackano gli account dei troll. L’istinto gregario farà il resto.

Giovanni per Stefano: Ti sei reso conto che adesso il web è invaso da tuoi imitatori? Cosa intendi fare per contrastare l’epidemia di “Essere Pubblicodelirio”?

S: Molti la buttano sul gossip tanto al chilo o sul professionale. Osservatorio Social Vip si fonda sulla ricerca (ascolto della rete, analisi dei dati, identificazione trend e case history) e su uno storytelling ironico e non troppo tecnico. Persisto nell’essere cazzaro di qualità!

Futurap

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