Disconnettersi per riconnettersi

Disconnettersi per riconnettersi

I nostri recenti esperimenti sulla content curation e il time management dovrebbero averci lasciato spazio per la lettura. Come riempirlo nel modo migliore? Da parte avevo una mole infinita di libri da leggere, molti dei quali strettamente connessi con il mio lavoro: manuali su marketing, project management, digital strategy.

Ho deciso invece di iniziare con qualcosa di diverso: un mini ebook regalatomi da Alessio Carciofi. Alessio è stato speaker del Digital Smart Working Day di quest’anno. Tema del suo intervento, e di questo ebook, è il Digital Detox

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Quando disintossicarsi da qualcosa diventa fondamentale?

Se ne siamo dipendenti, se questa dipendenza è fuori controllo e genera comportamenti ossessivi. Siamo di fronte ad una vera patologia connessa a un’intossicazione da digitale se abbiamo i sintomi della FOMO: letteralmente Fear Of Missing Out. Si tratta della paura da disconnessione, che è strettamente collegata all’ossessione da “always on“, generata dall’avere sempre con noi device che ci rendono in qualche modo ubiqui, che ci permettono di vivere parallelamente alla giornata “fisica”, una giornata virtuale, in cui presenziamo a situazioni, dibattiti, abitiamo luoghi e partecipiamo ad eventi, digitali.

C’è chi riesce a farlo con equilibrio, chi no. E questa seconda ipotesi è talmente diffusa da aver dato luogo a studi scientifici su qualcosa che negli Stati Uniti ha già le sembianze di un fenomeno sociale. Il filosofo belga Pascal Chabot ha definito il bournout il male del nostro tempo, una sorta di ansia da “prestazione” digitale, che da una parte ci costringe a documentare la nostra vita in maniera spasmodica, dall’altra ad aspettare che questo generi un’interazione. La separazione da smartphone, quindi, diventa problematica non tanto perché siamo legati all’oggetto tecnologico, quanto perché questo rappresenta il medium attraverso il quale viviamo una vita parallela, fatta di interazioni, relazioni, legami veri e propri. Non siamo tanto dipendenti dalla connessione, quanto dalla relazione umana che questa potenzialmente genera.

L’uomo (tecnologico) è un animale sociale.

Uno dei metodi del programma di “detox” che ci propone Alessio più interessanti è sicuramente quello che ci porta a ritrovare noi stessi disconnettendoci dalla nostra rappresentazione digitale verso l’altro. Fare meditazione, passare del tempo facendo attività fisiche all’aria aperta,  godere della solitudine e del silenzio. Se pensiamo alla nostra vita frenetica e iperattiva queste cose ci sembrano quasi un lusso.

Quando ho iniziato il mio allenamento yoga, qualche anno fa, sono rimasta stupita (e anche intimorita) di come nella fase di rilassamento che termina la pratica non riuscissi in nessun modo a “spegnere” i pensieri, a rimanere concentrata sul mio corpo e su quel momento presente. La mia mente vagava senza controllo e spesso riaffioravano tensioni o questioni lavorative lasciate aperte. Con il tempo e un costante allenamento sono riuscita a gestire il forte stress legato all’ iperconnettività da digital manager, con l’aiuto dello yoga e dandomi delle priorità lavorative e personali.

A proposito di priorità: quante volte al giorno controlli gli aggiornamenti della casella email da smartphone? Fai parte di quel 28% dei lavoratori digitali che lo fanno per ben 11 ore a settimana (studio McKinsey Global, 2013)?

Se la risposta è si, ti suggerisco un nuovo obbiettivo per questa settimana: imposta un out of the office durante il tuo -autoimposto- tempo libero e impiega una parte di questo per leggere “Digital Detox” di Alessio Carciofi.

Alla fine del suo ebook Alessio consiglia la lettura di questi 5 libri:

1) Cambiare Passo, Arianna Huffington

2) Felicemente sconnessi: Come curarsi dall’iperconnettività, Frances Booth

3) Il Potere di Adesso, Eckhart Tolle

4) Il potere dell’intenzione, Waynw W. Dyer

5) Burnout globale. La malattia del secolo, Pascal Chabot

Io ho appena comprato il primo, con l’obiettivo personale di leggerlo durante la settimana e farvene una recensione al prossimo appuntamento su queste pagine.

A presto, stay human

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