Lavoro e digitale: una rivoluzione in corso

Lavoro e digitale: una rivoluzione in corso

Quali sono le competenze più importanti per trovare “lavoro digitale” oggi? E cosa in generale bisogna fare, cosa bisogna imparare, quando il lavoro c’è, per non perderlo?

lavoro digitale

Questi due anni di DoLab School sono stati una grande palestra. Un’esperienza lavorativa che mi ha permesso di entrare in contatto con tantissime persone -dai protagonisti ai semplicemente interessati- del mondo digitale.

La costante costruzione di un un prodotto formativo per rispondere alle esigenze sociali e del mercato del lavoro attuale è stata davvero un esercizio che ha racchiuso in se tantissime componenti di lavoro: la ricerca di marketing, la progettualità strategica, la psicologia applicata, la creatività, la programmazione, l’antropologia, la didattica.

Lavorare per e con più di 1000 persone, da una parte quasi 700 formati (e almeno il doppio come interessati), dall’altra aziende e professionisti del settore digital, mi ha permesso di vivere in modo speciale una vera rivoluzione epocale in corso: quella che sta portando il digitale nel mondo del lavoro.

Lo scorso 16 Settembre, in occasione dell’Open Day di Dolab (un evento importante, che ci apriva un anno speciale: quello dei percorsi formativi lunghi, dei pilota in altre città d’Italia, del lancio del nuovo progetto di community online, DoLab Ecosystem), abbiamo condiviso un po’ di dati e idee sull’argomento con amici e colleghi, tutti coinvolti nel processo di trasformazione digitale in atto.

Nella puntata di Eta Beta (un grazie speciale a Massimo Cerofolini) che vi condivido in basso trovate alcuni interessanti punti di vista sull’argomento di Andrea Solimene, che dice la sua sullo smart working, di Valentina Marini, che ci ha portato il punto di vista delle HR, di Dino Amenduni, brillante collega che porta innovazione nel modo di comunicare la politica in Italia. Oltre a loro ci tengo a ricordare l’importante contributo portato alla discussione del Digital Smart Working Day da Demetrio Migliorati di Mediolanum, grande ispiratore di change management corporate, e da Alessio Carciofi, che ci ha consigliato come detossinarci da un eccesso di digitalizzazione.

Da parte mia, cerco di riassumervi per punti chiari quello che nell’intervista ho cercato di esprimere velocemente (e con l’ansia di 300 persone ad aspettarmi nella sala con l’evento in corso).

  • Non possiamo più nasconderlo, il mondo del lavoro è cambiato grazie al digitale. Le professioni più richieste nelle aziende sono nuove, 5 anni fa non esistevano, e richiedono technicalities digitali puntuali e avanzate, oltre che competenze strategiche.
  • Essere nativi digitali non è una corsia privilegiata verso il professionismo. Così come saper guidare un’auto non è una corsia privilegiata per vincere il gran premio di formula uno.
  • Non basta inserire la tecnologia e il digitale in azienda, per produrre innovazione. La vera rivoluzione passa dalle competenze e da una ridefinizione dei processi aziendali. E tutto questo, spesso, deve partire dalla leadership.
  • Esistono professioni tradizionali in fase di trasformazione. Alcune di queste fino a poco tempo fa considerate “intoccabili” -quelle legate al giornalismo ne sono esempio-, che sono state rivoluzionate dalla popolarizzazione dei media sociali. Occorre aggiornamento e un tipo di formazione meno istituzionale per gli addetti al settore, per fare del digitale una vero volano di cambiamento e di miglioramento qualitativo.

Per il resto vi lascio ascoltare l’intervista, aspettando la vostra storia -il vostro lavoro come sta cambiando? come vi state organizzando per affrontare il cambiamento- e il vostro feedback

Buon ascolto

Futura

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