Digital Strategy Manifesto

Digital Strategy Manifesto

Che cos’è un manifesto se non un esercizio?

Un esercizio, sì. Personale: per individuare ed elencare chi siamo, in cosa crediamo, le nostre attitudini e gli aspetti significativi del nostro modo di essere. O strategico: figurarsi sotto forma di elenchi puntati l’identità di un brand, di un marchio, può essere molto utile quando andiamo a sviluppare idee  su come e cosa comunicare. Il tono di voce con cui farlo, le sfumature del carattere di marca, le sue posizioni su di sé e sul mondo.

E visto che siamo in fase di rebranding, qui a Futurap, ho pensato che fare i conti con i nostri intenti professionali sarebbe stata una buona idea.

Ecco com’è nato il  Digital Strategy Manifesto che  ti propongo.

No, non si tratta di una chiamata alle armi, né questo breve elenco ha la pretesa di essere rappresentativo di velleità, opinioni e punti di vista di una categoria professionale. Di base, nella vita e nel lavoro, amo la diversità e la pluralità di opinioni. Prendi questi pensieri come assolutamente individuali, pur aperti al confronto.

Quelli che leggerai sono 15+ 1 esperienze, insegnamenti, convinzioni, mantra, idee e memento che sei anni di avventure professionali come digital strategist mi hanno regalato. E che condivido con te. Sei libero di farne -o meno- un punto di partenza per la tua personale riscrittura di intenti.

  1. Un progetto di digital strategy non riguarda solo azioni digitali.(L’esperienza delle persone con i brand può iniziare -e terminare- anche offline).
  2. Fare branding è un gioco di squadra.  Il team di un digital strategist è un team “allargato”. (Dipendenti, manager, fornitori, partner, customer, prospect, influencer sono i tuoi young player).
  3. Anche la creatività può avere un metodo. (Sviluppa nuove idee con il confronto e disegnandole. Ad esempio con l’aiuto di mappe mentali)
  4. Gli obiettivi della digital strategy non sono vanity, e coincidono con quelli del brand. (Il risultato delle azioni strategiche si misura anche in termini di profitto).
  5. La grandi idee strategiche contengono spesso un invito all’azione.(Rappresentano un’azione che l’utente può voler fare, si declina con un’esperienza, e con un hashtag).
  6. La digital strategy crea occasioni di contatto tra brand e persone, che avvengono in diversi canali integrati (Conosci a fondo le potenzialità di canale per riuscire a usarle a tuo beneficio).
  7. I social media sono piattaforme che abilitano relazioni, azioni e marketing. (Usa sempre -e in modo sapiente- questo mix).
  8. Ad ogni social media i propri contenuti. (Che siano creativi, utili, condivisibili. E che portino ad una nuova azione… come ci dimostra il Social Media Core Model).
  9. I social network sono comunità. E ogni comunità ha le sue regole, logiche, e influencer. (Cerca di coinvolgere le persone, senza dare ordini o imporre una visione).
  10. Devi poter raccontare la tua strategia come un percorso che compie l’utente, dal primo contatto, alla conversione. (Disegna lacustomer user journey, anche se non sei bravo a disegnare :)).
  11. Se un contenuto non ha almeno un link, hashtag, tag, call to action non è un contenuto core. (Non è meno importante, maassolutamente non necessario).
  12. Il social customer care non è un optional. (Rispondi, connetti, risolvi. In fretta, con metodo).
  13. Quando hai deciso quali canali presidiare non è finita. (Scrivi una policy su flussi, brand identity e che preveda le crisi).
  14. Pianificare è noioso, ma necessario. (Gantt, report, Asana sono tuoi amici, e l’amicizia va curata con costanza).
  15. Fare Digital Strategy significa conoscere un linguaggio e dei concetti. (Se ti confondi tu nell’usarli, figurati il cliente!).

(+ 1) Le idee si pagano. (Dimostra in maniera tangibile le potenzialità del tuo lavoro e il tuo valore aggiunto, ma non regalare mai quello che dovresti vendere).

(Puoi scoprire di più sulla strategia digitale partecipando al Digital Strategy Days nella tua città o acquistando il corso online Digital Strategy qui su Futurap)

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